MARCIA PER LA PACE del 12 Marzo 2022
La pace è senz’altro uno degli obiettivi che accomuna le persone di ogni parte del mondo sin dai tempi più antichi, e spesso porta a chiedersi se sia realmente possibile un giorno raggiungere una convivenza pacifica tra i popoli.
In questo buio periodo in cui riaffiora lo spettro di una terza guerra mondiale, occorre riconoscere e ribadire la priorità della formazione, soprattutto dei giovani, su tematiche riguardanti la pace.
In questo tempo di disincanto in cui il fiume della pace e dell’impegno per essa, risente sempre più di una diffusa siccità, è fermamente necessario elaborare linee educative universali, orientate a difendere questo grande valore e proporre temi e scelte che sono alla base di una libera e pacifica convivenza civile.
La guerra è tramonto e morte, la pace è un’ aurora di vita che apre il campo alla realizzazione, nella sua infinita ricchezza, di esperienze, cammini formativi e scelte sul campo, che colpiscono per la loro freschezza e il desiderio di rimettere al centro i diritti e le libertà dell’uomo, di tutti gli uomini: nulla può essere più caro di questo impulso alla libertà e alla gioia di vivere in pace.
Dalla scuola, alla famiglia, alla politica, all’associazionismo, tutti abbiamo l’obbligo morale di contribuire alla creazione di una coscienza di pace, offrire un po’ di cemento al ponte che deve unire i popoli e accogliere un cammino di conversione verso la pace vera.
Se, come è vero, i conflitti sono espressione della brutalità del pensare e dell’agire, per non vedere più profughi in fuga, bambini feriti mentre giocano, passanti colpiti dalle bombe mentre fanno la fila al supermercato, occorre implementare la forza della pacificazione, passare dalla paura alla gioia per non rimanere chiusi e bloccati in se stessi, non vedere più il mondo e gli altri come una forza ostile dalla quale guardarsi.
Le guerre nascono sempre sotto il segno della divisione e allontanano dalle fondamentali libertà del pensare e del volere e alcuni modi di risolvere gli attriti fra gli Stati, sono quanto mai eloquenti per indicare il livello al quale è arrivato lo spirito di contesa e la gelosia amara di coloro che, per lo sfruttamento delle risorse materiali, diventano terribili oppressori.
Le precedenti guerre e i folli esempi di cieca dedizione al potere assoluto non hanno insegnato nulla se, ancora oggi, la realizzazione dei propri disegni di egemonia e di grandezza fanno facilmente annegare e spegnere la scintilla della pace.
Come, allora, promuovere responsabilmente la pace? La pace è un’armonia di intese che debbono continuamente essere rinnovate e rigenerate, che devono continuamente cercare il punto di sutura tra autorità e libertà, tra società e persona.
Contro i ritorni offensivi di un passato che deve essere morto e ben morto, contro un avvenire carico di problemi e di incognite, bisogna costituire tra gli uomini, crociate per la difesa della persona umana. Occorre non lasciarsi ingannare, mondare il vero dal falso, diffidare di tutti gli estremisti, mantenere
viva la libertà di scelta e, soprattutto, occorre usare correttamente
quell’arma così complessa e, a volte, pericolosa che è la ragione.
È ingiusto e crudele fare una guerra, perché nelle guerre gli uomini non si ritrovano più fratelli e finiscono col lanciarsi accanitamente gli uni contro gli altri.